
Nyt, Israele uccise leader iraniani grazie a cellulari bodyguard

Nyt, Israele uccise leader iraniani grazie a cellulari bodyguard
Tutta colpa dei bodyguard: secondo un'inchiesta del New York Times è da attribuire involontariamente a loro il colpo che Israele è riuscito ad assestare contro leader politici, comandanti militari e scienziati del programma nucleare in giugno. Gli iraniani avevano preso da tempo due contromisure per evitare di essere spiati e assassinati da Israele: non tenere mai con sé il cellulare e aumentare il numero delle guardie del corpo. La prima ha funzionato, la seconda ha servito al Mossad un'opportunità su un piatto d'argento: lo spionaggio israeliano ha scoperto infatti che, al contrario dei potenti uomini che dovevano proteggere, guardie e autisti continuavano ad avere sempre il telefonino a portata di mano e lo usavano anche per postare messaggi sui social. Così gli 007 israeliani hanno scoperto dove si nascondevano e si riunivano i leader da loro protetti e nel primo giorno della guerra contro il regime degli ayatollah hanno fornito all'Idf le informazioni necessarie per eliminarne un gran numero in un colpo solo. Ma gli apparati di sicurezza iraniani sarebbero stati più lenti del previsto a comprendere il pericolo rappresentato dai telefonini delle guardie del corpo. Così il 16 giugno, quarto giorno dell'attacco, Israele è andato vicino a "decapitare" l'intera leadership di Teheran, quando il Supremo Consiglio Nazionale di Sicurezza si era riunito in un bunker nascosto trenta metri sotto una montagna. Tra i sopravvissuti, in mezzo alle macerie, il presidente della Repubblica islamica Masoud Pezeshkian.
V.Cortes--HdM