Lavoratori preoccupati per l'IA, 4 su 10 temono di essere sostituiti
Legacoop-Ipsos per il Primo Maggio. Gamberini, colpisce la sensazione di sostituibilità
Il 42% dei lavoratori italiani afferma di sentirsi sostituibile dalle macchine o dall'intelligenza artificiale. È quanto emerge dal report FragilItalia "Lavoro", che analizza percezioni, aspettative e criticità legate al lavoro nel nostro Paese, realizzato da Area Studi Legacoop in collaborazione con Ipsos, in base ai risultati di un sondaggio condotto su un campione rappresentativo della popolazione italiana. Dal report, realizzato in vista del Primo Maggio, emerge più in generale che da un lato, il livello di soddisfazione complessiva resta elevato: l'81% degli occupati si dichiara soddisfatto in generale del proprio lavoro. Il 49% descriverebbe il proprio lavoro come impegnativo, il 31% dinamico, il 26% stressante. Tuttavia, questa soddisfazione complessiva convive con segnali evidenti di disagio e fragilità. Uno degli elementi più rilevanti riguarda appunto il senso di sostituibilità: il 42% degli intervistati afferma di sentirsi sostituibile da macchine o dall'intelligenza artificiale (il 13% costantemente, il 29% spesso). Una percezione che evidenzia un crescente senso di precarietà, non necessariamente legato alla perdita immediata del lavoro, ma piuttosto alla sua trasformazione. Parallelamente, emerge una diffusa difficoltà nel trovare senso nel proprio impiego: il 33% dichiara di avvertire almeno occasionalmente che il proprio lavoro manca di significato o scopo, mentre il 16% vive questa sensazione frequentemente. Un dato che si rispecchia anche nella percezione, espressa dal 28% degli intervistati, di sentirsi per nulla o poco coinvolto nelle decisioni che riguardano la propria attività. "Il rapporto tra persone e lavoro - spiega Simone Gamberini, presidente di Legacoop - sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Il lavoro continua a essere centrale, ma non basta più da solo a garantire realizzazione e benessere. Colpisce la sensazione di sostituibilità e il bisogno crescente di partecipazione: le persone chiedono di essere coinvolte, riconosciute e valorizzate. Il modello cooperativo può offrire una risposta concreta, perché mette al centro le persone e il lavoro, la qualità delle relazioni e la condivisione delle decisioni".
L.Herrero--HdM