Dna e tumori, dalla fisica la chiave per capire il loro legame
Aperte nuove prospettive per strategie mirate a interferire con questi processi
Arriva dalla fisica, in particolare quella che studia le proprietà e il comportamento delle grandi molecole, la chiave per capire il legame tra Dna e tumori e come alcuni geni favoriscono lo sviluppo delle cellule tumorali. È il risultato dello studio internazionale guidato da Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Università Federico II di Napoli, che è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications. Il lavoro dimostra che la fisica teorica può essere uno strumento prezioso per la biologia, e apre nuove prospettive per individuare strategie mirate a interferire con i processi che sostengono l'attività e la proliferazione dei tumori. Le cellule tumorali possono contenere piccole molecole di Dna circolare localizzate al di fuori dei normali cromosomi, chiamate ecDna (dall'inglese extra-chromosomal Dna). Queste possono trasportare oncogeni, cioè geni che, quando diventano iperattivi o sfuggono ai normali meccanismi di controllo, possono favorire lo sviluppo del tumore. Per questo motivo, i ricercatori coordinati da Mario Nicodemi, di Infn e Università Federico II, hanno cercato di capire come si comportano queste particolari molecole. I dati raccolti mostrano che gli ecDna tendono ad aggregarsi spontaneamente nel nucleo della cellula, e formano così dei condensati dove gli oncogeni entrano a contatto con sequenze di Dna che ne favoriscono l'attivazione, molto più di quanto avverrebbe grazie al semplice aumento del numero di copie di tali geni. "Chiarire quali sono questi meccanismi di interazione - dice Nicodemi - è di fondamentale importanza per comprendere come poter interferire con essi, e quindi disinnescare gli oncogeni in queste cellule tumorali".
Y.Robles--HdM